Romana Loda

(Romana Grassi, 1937- 2010) è stata critico d’arte, curatrice, gallerista. Viveva a Sale Marasino, in una grande casa affacciata sul lago d’Iseo. Nel 1975 ha fondato e diretto la galleria Multimedia ad Erbusco, ove ha realizzato mostre personali a Emilio Villa, che considerava suo maestro, Verita Monselles, Ketty La Rocca, Eliseo Mattiacci e altri. Ha quindi spostato la sua galleria a Brescia, prima in via Aleardi, poi in via Calzavellia 20, realizzandovi dal 1981 varie mostre ed iniziative. Resasi conto della discriminazione di cui erano vittime le donne artiste, nel 1974 aveva organizzato la prima mostra di sole donne, Coazione a mostrare, al Palazzo di Erbusco, con opere di 30 importanti artiste (tra cui Carla Accardi, Diana Arbus, Sonia Delaunay, Yoko Ono, Gina Pane), scusandosi di non aver potuto allargare l’invito ad altre, ed inserendovi un “omaggio” a Lucio Fontana. Dal ’78 ha poi portato avanti mostre in cui, oltre ad una circoscritta cerchia di artiste, vi era una sola presenza maschile (specularmente a quanto in genere avveniva in collettive in cui le presenze femminili erano rare). Alla sua attività sono stati recentemente dedicati, tra l’altro, vari saggi di Raffaella Perna, un volume a cura di Giuseppe Marchetti e Chiara Pasquali (Romana Loda, il cuore a destra, Coazione a mostrare ’74, La Quadra editrice, Iseo 2022).

Stare, sconvolti, al passo con la crisi

Maggio, 2024
Finalmente, dopo tante chiacchiere a mezza voce, nelle gallerie sempre più tetre e deserte, il fatto è diventato di dominio pubblico: la crisi generale ha spazzato via ogni residua illusione, e l’arte, che ne è sempre stata una delle fabbriche più accreditate, ha ricevuto i contraccolpi che le erano dovuti.

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